La primavera è nell'aria. E a giovarne sono in tanti. Su tutti i vecchietti, riscaldati dalle temperature più miti. Ma anche i ragazzini, che finalmente possono esprimersi a briglie sciolte. Una testimonianza? Quest'ultimo weekend. Quello in cui Giovinco ha spinto la Juve alla rimonta sul Bologna e Del Piero ha dato il colpo del ko con una doppietta. Quello in cui Inzaghi ha toccato quota 300 con il quinto gol nelle ultime due partite e Pato è salito a 14 in campionato. Quello in cui Ibrahimovic ne ha messi due e Santon ha dimostrato di saper anche difendere (e certo, anche di non essere alieno alle rudezze da cartellino rosso). In un Paese in cui i vecchi fanno di tutto per non cedere il proprio posto ai giovani, il nostro calcio è d'improvviso divenuto un modello in positivo. Non è molto. Ma può essere un buon inizio.
A Roma sono disperati. Al momento Spalletti ha fuori mezza squadra per infortunio (si parte da Totti e si arriva ad Aquilani, in mezzo ci sono tutti o quasi). A Milano non va meglio. Ancelotti ha perso Borriello, Kaladze e Gattuso. Domenica ha recuperato Ronaldinho ma teme di dover fare nuovamente a meno di Kakà. Abbiati, invece, si è proprio rotto. Mourinho perde un difensore alla settimana (Chivu appena può non manca all'appello), ma non va meglio a Ranieri. Il naso rotto di Chiellini è niente in confronto al ko di Sissoko o alle defezioni di Camoranesi e Nedved. Soltanto negli ultimi giorni si sono fatti male Chivu, Chiellini, Abbiati e Amauri. Non vogliamo rispolverare il refrain secondo cui si gioca troppo. Però I granata un po' ci avevano illuso. La serie di 7 risultati utili (6 pareggi) aveva fatto pensare a un primo segno di vita da parte della squadra di Novellino. E invece no. Prima il ko nel derby, poi il mezzo tracollo di Bergamo. Ora restare ottimisti è quanto mai difficile. Soprattutto perché il Chievo è riuscito lì dove il Torino ha fallito. I gialloblù nel 2009 hanno giocato 11 partite: 6 sono finite in pari, una in sconfitta. E con il successo di Roma ora le vittorie sono 4, addirittura due consecutive fuori dal Bentegodi. Un ruolino di marcia che, unito al bel gioco finalmente proposto dagli uomini di Di Carlo, fa tornare il sereno a Verona. Ora dietro di squadre ce ne sono addirittura quattro. Vedremo chi si rialzerà. De Canio è partito male, quando il Toro va bene pareggia e altrettanto vale per la Reggina (3 nulle di fila). Il Bologna è un continuo saliscendi. Il margine per le sorprese c'è. Buona lotta salvezza a tutti.I tifosi biancocelesti si aspettavano la quinta vittoria di fila (tra campionato e Coppa Italia). Quelli rosanero volevano una reazione dopo l'umiliazione nel derby. Scontenti i primi, accontentati i secondi. La Lazio è andata ko clamorosamente per mano del Chievo (3-0), il Palermo ha battuto il Lecce con un roboante 5-2. I siciliani sono a 42 punti (-6 dal quarto posto), i capitolini a 41. Eppure le vite parallele delle due squadre sembrano legate da un filo sottile. Quello di una stagione in perenne altalena. La Lazio prima delle 4 vittorie aveva rimediato 4 ko e un pareggio. Il Palermo è ripartito con due acuti dopo altrettante sconfitte. Su e giù, giù e su. Troppo poco per festeggiare. Troppo per lamentarsi. Abbastanza per nutrire qualche rimpianto.